Scritti

 

Un lettone per cinque
i nostri tesori fra noi
l’amore non lascia spazi vuoti.
In fondo al letto quattro piedi adulti
si toccano, si allontanano
si parlano di desideri
parlano di litigi e di pace.
Parole non dette nel bel mezzo della notte.


Non sono stata capace di amarti dal primo momento
avevo paura, ero stanca, arresa.
Ti ho amato troppo tardi.
Ti ho amato quando ormai ti avevo allontanato.
Spero che ovunque tu sia ti possa arrivare la mia voce:
“ ti ho amato.”

 

Mi sono ripetuta spesso quanto mi odiassi
il disprezzo era sulla mia bocca
non servivano parole
bastava il pensiero che risuonava dentro me.
È tempo di imparare
è tempo di amarmi.
Ti amo mano, amo come scrivi.
Ti amo corpo per come mi sorreggi.
Ti amo cervello, sei un grande direttore.
Amo me stessa nonostante tu mi sia a volte sconosciuta.

Ricordo quel giorno. Avevo in mano del filo blu. Era da un pò che stavo in quella posizione: gambe incrociate, seduta sul pavimento di camere sua con l’uncinetto in mano. Lo sguardo fisso sul filo, pensavo: Blu, Blu come la notte, come le profondità del mare, come la profondità della morte. Il blu è il mio colore preferito, allora la morte non dovrebbe essere così spaventosa perchè me la immagino Blu.  Ricordo quel giorno e ricordo i miei pensieri. I miei occhi vedevano un’altra me, ero giovane e mi vedevo invecchiata. Invecchiata nelle mani, nelle unghie inspessite. Ero giovane e pensavo alla morte. Ero felice e pensavo alla morte e mentre facevo dentro e fuori con l’uncinetto mi vedevo sempre più vecchia e malata. Vedevo le mani ossute, il corpo scavato, consumato dalla malattia. Ricordo che pensavo: lo sento, mi ammalerò, una malattia mi mangerà fin nelle ossa. Non riuscivo a vedere come sarebbe andata a finire, forse sarei guarita o forse no. Poi pensavo al blu, alla morte che mi immaginavo blu, accogliente come il blu, consistente come il blu, vellutata, luminosa come il blu. Un blu in cui sprofondare. Pensavo: forse mi sbaglio, forse la malattia non sarà mia ed io non sarò sua. La certezza di quell’intuizione però mi divorava; un pò me ne preoccupai, un pò me ne fregai. Mi preoccupai per lui, ero in camera sua ed era davanti a me ignaro dei miei pensieri. Lui non sapeva che forse un giorno avrebbe dovuto vivere la morte con me. Speravo di vivere la morte con lui perchè avrebbe voluto dire che saremmo stati insieme a lungo, per sempre? Pensavo: cosa significa per sempre? Non lo so però spero che ma morte sia Blu.

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